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Guido di Cgil: per le aree interne c’è bisogno di un Apq

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«Rivendichiamo un piano che utilizzi le risorse già destinate alla Calabria – lo sostiene il segretario generale della Cgil comprensoriale Pollino – Sibaritide – Tirreno, Giuseppe Guido, nella relazione di apertura del VII congresso comprensoriale all’antico granaio di Roseto Capo Spulico – quantificate in centinaia di milioni di euro, non programmate e non utilizzate per il tramite dei fondi comunitari. Ci assumiamo la responsabilità di indicare noi un percorso e uno strumento che per questo territorio possa ragionare di connessioni, confronti, soluzioni. Serve un Accordo di Programma Quadro per tutte le nostre aree interne, un Apq che potremmo chiamare “Apq del Raganello” in memoria delle vittime della tragedia avvenuta nello scorso mese di agosto.

Un accordo tra Istituzioni locali, associazioni sociali e territoriali, Parco Nazionale del Pollino, Regione e Governo dentro cui far confluire le risorse che rischiano di non spendersi per costruire quello strumento di governance dove ognuno, abbandonando le logiche campanilistiche, dovrà fare gli interessi della collettività.
Un APQ che dovrà poggiare su tre misure cardini: Lavoro, Sanità e Istruzione e che sposti la visione dalla singola comunità alla centralità di un’area vasta».

Guido non ha risparmiato critiche all’attuale Governo che: «invece di pensare come risolvere i tanti problemi che ci sono, va avanti – ha sostenuto – con spot, annunci e tweet come se fossimo in una perenne campagna elettorale. Al reddito di cittadinanza per vivere di sostegno a tempo indeterminato, pur consapevoli che ci sia nel mezzogiorno un problema reddito, contrapponiamo la richiesta di risorse per ridurre il divario tra Nord e Sud».

Giuseppe Guido, si è soffermato sulle questioni relative alle infrastrutture viarie (statale 106, statale 18, la 534), ha ribadito la necessità di far partire immediatamente i lavori di ammodernamento del Terzo Megalotto della SS.106 tra Roseto e Sibari. «Aver paura di avviare i cantieri per le possibili infiltrazioni criminali è da codardi e chi lo sostiene ci sta dando del “mafioso”. Da Roseto, noi, la Cgil, lanciamo la sfida della legalità dicendo che un investimento di 1 miliardo e 300 milioni di Euro, non sarà patrimonio della n’drangheta. Abbiamo già sottoscritto il protocollo di legalità facendo la nostra parte, ma ora è necessario immediatamente ragionare sulla formazione delle maestranze, di assistenza sanitaria e prevenzione degli infortuni e della presenza quotidiana dello Stato sui cantieri».

Analizzando dettagliatamente la “drammatica” situazione in cui versa la sanità nell’intero comprensorio, Giuseppe Guido ha sostenuto che: «il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro è l’incarnazione del completo disastro sanitario che viviamo, pur non essendone l’unico responsabile. Per l’Asp di Cosenza la Cgil Comprensoriale chiede che si vada immediatamente alla individuazione di un nuovo direttore generale che faccia gli interessi della collettività e non del singolo o della politica. L’Asp di Cosenza si caratterizza per l’inesistenza della medicina di territorio e per il depauperamento completo della sanità ospedaliera. In questo territorio per responsabilità di tutti, nessuno escluso, per diretta responsabilità di Oliverio, del commissario Scura e dell’Asp il diritto alla salute ci è negato.
Rivendichiamo – ha sostenuto – che i lavori del nuovo ospedale della Sibaritide, oltre quelli dello stralcio in corso, siano complessivamente avviati. Ci dica la Regione quando e chi costruirà l’ospedale senza ulteriori rinvii. Non si può tollerare che il costituzionale diritto alla salute sia legato, nella area jonica di questo territorio, – ha concluso – al destino di un’azienda e della sua vendita».
red.

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